


Forse domani,
ti rivedro' ancora
amore.
E berro' dai tuoi occhi,
come miele
tra le mani
gocciola.
Perche' di fiele
e' la mia vita,
raminga.
Ma non chiedermi
quando o perche',
io saro’ felice.
Non nacqui
per esserlo,
e l'abiura
della mia vil natura
non servira'.
Guarda nella mie mani
e matura la speranza:
e' l'unico dono
che io posso regalarti,
per davvero.



"Come un rewind,
nei miei pensieri
scorri e ritorni.
Tu,
pelle rosa
e ciuffo oscuro,
i seni turgidi
magniloquenti
e i tuoi capezzoli
tondi
disegnati da un sapiente
compasso.
Nella mia stanza,
mile lucciole di niente:
l'aria si fa tafana e rara.
La memoria si lagna,
il cuore grida,
e nell' inferno
brucio una volta
ancora.
Ma nel delirio,
mi aggrappo a un pensiero:
sara' sera solo per chi
non scorge,
il sole che sorge
e quel raggio che m'illumina
la fronte.
Mentre un fiore,
sboccia e si distende
sopra un monte
di cocci.


Avrei voluto vederti,
quando il salice piangeva
e il pioppo scoppiettava,
e noi brindavamo castagne e vino.
E la neve padrona,
imbiancava tutte le alture.
Il mio cuore era felice,
avessi avuto te
sarei stato all'apogeo.
Ma tu dov'eri?
non me lo hai detto mai,
fino al quel di che io partii.
Abbandonai la valle verde,
e le stelle che la stavano
a guardare.
Una di loro forse pianse una stilla.
Ancora la conservo!
Cosi' andai tra le barriere,
le mura di cemento e le luci accecanti,
tanta gente sconosciuta
che passava silente,
e al fianco li, il tranvai,
mostro di ferro.
Le stelle non le vedo piu',
il cielo non e' poi cosi' terso,
e pure te, ancora non ci sei
pur se ti aspetto.
Ma un di, come il flash di un lampo
tutto fu chiaro: cio' che io cerco,
la liberta', non la si compra
se non l'hai dentro!
Insomma e' un regalo del fato,
come un prezioso monile
un dono d'oro e d'argento.
Come un bacio a fior di labbra
di un corpo celeste,
nel suo estremo viaggio
di stella cadente!

"Tra i profili schiumosi
e le scogliere brune,
si muove il silenzio alitato
della notte.
Il mio pensiero
sara’ l’ unico brusio,
il tuo volto l’ unica icona
accesa su uno sfondo
scuro.
E sara’ spontaneo l` amore,
spirito che si sublima
nella tua pelle,
e si confonde
e si compenetra,
nel dolce vortice che ottenebra.
Prima che il sole venga a svelare
con i suoi raggi il sottile inganno,
le nostre menti saranno fuggite
nel celeste,
che non conosce ombre,
ne’ le bianche nubi
del dubbio.




"Piove.
Piove sulle campane
delle chiese,
piove sui cancelli
e sulle grate.
Piove sulle croci imbiancate,
piove sul mare in tempesta.
Piove sul vento,
piove sul garofano
di campo,
piove sulle messi d'oro,
piove sul ginepro.
Piove sui tuoi occhi
muliebri,
piove sulle anime liete
e su quelle grevi.
E il cielo e' come
un nero imbuto,
tutto inghiotte
anche il mio pensiero.
Alla pioggia io m'abbandono,
allargo le braccia
sono il figlio del suolo.
Colgo un fiore
e lo immolo al cielo.
Cantero' la mia canzone
per chi l'ascoltera',
mentre un tuono
copre il sussurro
del mio cuore solo."


"Sabbia grigia,
tra i polpastrelli e tra
le dita.
Mentre il vento vola,
e i miei pensieri
oltre quel velo,
dietro il quale
l'orizzonte
si cela.
E si nasconde il sole
dietro una nube
chiara,
poi verra' l'ombra
della sera,
ad'imbrunir le spighe.
Mentre si cheta nel core
la tempesta
sara' poi l'aurora,
limpida e rugiadosa
che nelle mani sciorina,
sabbia mattutina.


"Occhi di foglia,
non mi guardare!
Potrebbe passare il vento
di maestrale,
e farmi volare.
Ma tu che dipingi il vento
con il pennello del cuore,
dimmi che il mio tormento
non e' stato vano.
Torneranno le rondini al nido,
e l'ape al fuco?
Nulla e' uguale,
nulla e' per sempre.
E pur se domani chissa'
cosa ci attiene,
ci siamo stati amore,
senti le fiere cantare?
E il vento non ci puo'
fare piu' male,
siamo veli leggeri,
siamo anatemi,
siamo amori spezzati:
lasciateci stare!


L’angolo sul confine
del foglio,
io ho riempito,
solo per dirti:
“ti amo”.
Lo so che e’ solo
un punto,
teso sull’infinito.
Ma il mio amore
e’ un pulviscolo di vento,
una virgola di cielo,
un anelito.
Ma e’ immenso,
quanto l’universo!












L'algida luce
dell'aurora,
dipinge l'orizzonte.
Poi il sole salira'
a riscaldar le spighe bionde
e le rosse more.
E io vorrei carpire
un raggio di luce,
e nelle mie mani
coniugare,
il passato col domani.
Cosi' come fosse
solo un attimo eterno,
racchiuso in una bolla
che si espande,
e diviene
Universo.

Lo so che non e' amore
quella luce che negli occhi
mi brilla.
Lo so che non e' amore
quella mano
che ti accarezza.
Lo so che non e' amore
averti aspettata
per tutte le ore.
Lo so che non e' amore
cantarti le canzoni
del mio cuore.
Lo so che non e' amore,
ma che ci posso fare
se faccio il gigolo'?


Forse domani,
ti rivedro' ancora
amore.
E berro' dai tuoi occhi,
come miele
tra le mani
gocciola.
Perche' di fiele
e' la mia vita,
raminga.
Ma non chiedermi
quando o perche',
io non tremero'
al tuo sguardo.
Guarda le mie mani
e matura la speranza:
e' l'unico dono
che io posso regalarti,
per davvero.
